Presentato il restauro di abito e manto di gala di Maria Luigia


 È stato un successo di pubblico la presentazione del restaurato abito di gala di Maria Luigia: nonostante il maltempo, infatti, quasi 500 persone hanno affollato tra sabato e domenica le sale del Museo per rendere omaggio ad uno dei pezzi più importanti ed amati della collezione Lombardi.


 


L’elegante coordinato, custodito in una apposita vetrina che domina il Salone delle Feste, ha avuto come madrina d’eccezione Sua Altezza Imperiale & Reale Monica d’Asburgo, che in un sentito e coinvolgente discorso ha ricordato episodi che uniscono il suo antico casato con la città di Parma e naturalmente con Maria Luigia.


 


Dopo i saluti del vice-prefetto Vinci e del vice-sindaco Buzzi, la cerimonia d’inaugurazione ha visto tra i protagonisti anche il Presidente del  Museo, Alberto Greci, e Gilberto Greci, Presidente della Fondazione Monte, che ha finanziato il complesso restauro con un contributo del Rotary Club “Parma Est”; la parola è poi passata alla direttrice del Museo Francesca Sandrini, che ha illustrato il restauro, affidato al laboratorio RT di Albinea (R.E.), con la supervisione dell’IBC Emilia-Romagna.


 


L’abito, recuperata attraverso attenti studi storico-stilistici la forma che aveva perduto in seguito a rimaneggiamenti e allestimenti non ideali, è ora tornato a pieno titolo l’elemento catalizzatore del Museo, che offre in tal modo incentivi sempre nuovi per una visita da parte di curiosi e appassionati.


 


 


ABITO E MANTO – LA STORIA


 


Tra i pezzi più interessanti ed emblematici del Museo Lombardi, il vestito fu acquistato nel 1934 da Glauco Lombardi presso i Sanvitale, eredi della figlia di Maria Luigia, Albertina Montenuovo.


 


Il prezioso abito da cerimonia, utilizzato da Maria Luigia in ricorrenze ufficiali, è composto da tre pezzi: il corpetto a punta in raso di seta e tulle ricamato in filato d’argento, la gonna con fitta pieghettatura e chiusura posteriore, sempre in raso di seta con ricamo su tulle, e il manto in gros de Tours moire allacciato al punto vita. Il ricamo, oltre a piccole mouches in filo d’argento disseminate su tutta la superficie, si concentra lungo il bordo inferiore della gonna con motivi di matrice classica: cornucopie, tralci di uva e grappoli, simboli di abbondanza e prosperità e allusivi al felice governo della sovrana. Il manto con lungo strascico in seta marezzata azzurra ripete nel decoro lo stesso disegno a cornucopie e pampini della gonna.


 


In un inventario dal titolo Atours de Sa Majesté la Princesse Impériale Marie Louise Année 1840, tra i Manteaux de Cour ricamati in oro o argento sono citati un manto in stoffa marezzata blu cielo e un vestito di tulle bianco ricamato con foglie di vite; entrambi furono confezionati a Parigi nel 1838 e potrebbero forse essere identificati con l’abito esposto.


 


 


L’INTERVENTO DI RESTAURO


 


L’eccezionale coordinato versava in precarie condizioni di conservazione. Il tulle ornato di lamé argenteo appariva in più punti lacerato, fragile, attaccato da tarme; il bustino ha subito in passato maldestri adattamenti, presentandosi fino a prima dell’intervento in una foggia diversa da quella originale; ancora, la sottostruttura della gonna, peraltro storicamente scorretta, determinava seri problemi di tensione e ha macchiato di ruggine i tessuti. Il prezioso manto, forzato in innaturali drappeggi dalle esigue dimensioni della bacheca, è stato oggetto di degrado fotocromatico.


L’intervento di restauro appena concluso, durato oltre un anno e svolto in più fasi, ha permesso di porre rimedio al degrado conservativo in cui si trovava il tessile.


 


Le prime operazioni si sono concentrate sul corpetto, il pezzo maggiormente rimaneggiato e lacunoso.  


La gonna è stata smontata in tre parti separando il cintone dalla sottogonna di raso e dal tulle ricamato; è stata quindi eseguita un’operazione di depolveratura ad aspirapolvere.


Il tulle ricamato è stato invece scucito, disteso, deumidificato a vapore, spolverato con protezione e pulito a tampone su carta assorbente.


La sottogonna in raso, come anche il cintone, in buone condizioni, è stata aperta e pulita per immersione in acqua addolcita  e tinovetina.


Particolare cautela è stata necessaria nella fase delicatissima del montaggio del tulle ricamato e della gonna onde rispettare e riproporre l’arricciatura originale.



Il manto si presentava in buone condizioni, necessitando solamente di una leggera pulitura a secco.