Autore: Carlo Luigi Fava (San Prospero, Parma 1828 - post 1851)

Busto ritratto di Pietro Giordani

Tipo

Sculture

Inventario

2999

Materiale

gesso

Descrizione

Erma a base rettangolare del volto e del busto all’eroica di Pietro Giordani; sulla base si legge in lettere capitali “P. GIORDANI”.

Misure

base: cm 36,5×25,5
altezza: cm 68

Stato Conservazione

Restaurato nel 2025 a opera di Opus Restauri – Parma

Osservazioni

Si tratta del primo bozzetto in gesso, direttamente calcato sul modello in argilla, del busto del letterato piacentino Pietro Giordani (1774-1848) commissionato da Salvatore Tarchioni, direttore delle Regalie a Parma, al giovane scultore Carlo Luigi Fava nel 1847.
Nell’archivio del Museo si conserva una lettera di quell’anno in cui Tarchioni stesso racconta a Paolo Toschi nascita e sviluppo di questo gesso, dalla volontà di favorire il “mio Luigetto Fava” con una commissione, all’inaspettato assenso dell’amico “stizzosetto” Giordani a farsi ritrarre, alla soddisfazione generale per il primo abbozzo del giovane, la cui opera sarebbe stata supervisionata dallo scultore Tommaso Bandini.
Da questo primo modello venne tratto un secondo calco in gesso, da riconoscere probabilmente in quello che si conserva nell’atrio del palazzo dell’Università di Parma, e il conseguente marmo, di dimensioni leggermente inferiori, che si trova ora presso la Biblioteca Palatina di Parma, lasciatovi dallo stesso Tarchioni e recante la più completa iscrizione: “Pietro Giordani Nel LXXIV Anno Di Sua Vita”.
L’opera, che riscosse grande successo per la grande somiglianza e naturalezza, fu più volte tradotta in incisione e servì da modello per copie in gesso (ad esempio nel liceo classico di Piacenza) e in marmo (uno nel 1938 nella collezione Gastaldi a Bergamo).
Come si legge dai documenti allegati alla citata lettera, Carlo Luigi Fava nacque da famiglia di agricoltori e pur senza alcuna istruzione fu ammesso all’Accademia di Belle Arti di Parma nel 1844 dopo averne constatato l’innato talento; allievo di Tommaso Bandini, fu presto in grado di scolpire su marmo e di lui si ricordano due lodatissime Veneri, ritratti a tutto tondo, medaglioni in bassorilievo, in una attività interrotta a causa di cattive compagnie e malvisti entusiasmi risorgimentali che gli costarono il richiamo alle armi nei primi anni ’50, quando di lui si perdono le tracce.

Acquisizione

Donazione Anna Maria e Giampaolo Giordani (2025)

Provenienza

Famiglia Giordani

Collocazione

Sala Toschi

Note Bibliografiche

AA.VV., “Maria Luigia. Donna e sovrana” (catalogo della mostra), Parma, Ugo Guanda Editore 1992, pp. 37-38 (ill.).
F. SANDRINI (a cura di), “Lettere di Maria Luigia d’Asburgo alla figlia Albertina Montenuovo. Volume I. Anni 1823-1833”, Parma, MUP 2025, p. 283 (ill. p. 282).

Esposizione

Colorno (PR), Palazzo Ducale, “Maria Luigia donna e sovrana. Una Corte Europea a Parma 1815-1847”, 10 maggio-26 luglio 1992