Autore: Monogrammista “VB”

“Per le Faustissime Nozze di Napoleone Il Massimo Imperatore dei Francesi…”

Datazione

Firenze, 1810

Tipo

Stampe

Inventario

2904

Tecnica

acquaforte acquerellata e tempera a guazzo

Descrizione

L’immagine è siglata in basso a destra “VB” inv. e incise all’Acqua-forte” e sovrasta un’iscrizione che si compone del verso latino “Oblato gaudens componi foedere bellum”, di cui si precisa la provenienza da “Virgil.L.12 Æneid.”.
L’iscrizione continua: “Per le Faustissime Nozze di NAPOLEONE IL MASSIMO. Imperatore dei Francesi, e Re d’Italia, con S.A.I./ L’Arciduchessa d’Austria MARIA LUISA Figlia dell’Imp. Francesco II. Celebrate in Parigi il dì primo Aprile 1810.”.
In basso al centro: “Pubblicato in Firenze da Giuseppe Tofani presso Santa Maria Maggiore”.

Misure

S.C.: cm 30×23,2
C.C.: cm 53×41,5×4,5

Stato Conservazione

Molto buono. La carta, ingiallita, presenta alcune gore negli angoli e lungo il bordo del foglio; alcune sbavature di inchiostro si individuano sul retro; l’iscrizione presenta lievissime abrasioni.

Osservazioni

Sottolineando il significato politico del matrimonio, l’iscrizione propone un verso di Virgilio tratto dal Libro XII, verso 109 dell’Eneide che si traduce in “felice che la guerra sia risolta dalla stipulazione di un patto”; lo stretto legame tra le nozze e la ritrovata pace tra Francia e Austria compare frequentemente nella produzione artistica del tempo. La data indicata è curiosamente quella della cerimonia civile che si svolse a Parigi il 1° aprile 1810, mediana tra le nozze per procura celebrate a Vienna il 18 marzo e la scenografica celebrazione religiosa che coinvolse l’intera città in lunghi e festeggiamenti il 2 aprile, giorno solitamente ricordato.
In questo foglio i due sposi si stagliano in primo piano, con Napoleone nel costume imperiale; il sovrano offre la corona alla giovane sposa che, pur di profilo, richiama nello scollo e nell’acconciatura le stampe che nel 1810 di lei circolavano, tratte da un originale non noto, forse quello di Giovan Battista Lampi. La corona e il cuscino poggiano su una colonna spezzata decorata da un serto di alloro; il serpente che si morde la coda (uroboro) attorcigliato alla colonna è un simbolo di eternità e ciclicità che si ritrova anche nei bracciali di Maria Luigia duchessa (scolpiti in marmo al suo polso e a quello del suo secondo marito Neipperg, invv. 1602 e 1541). La sempre vigile aquila imperiale, simbolo di Napoleone, poggia sulle armi deposte a terra (altro simbolo della pace recuperata) al fianco dell’imperatore. L’aquila bicipite degli Asburgo, insieme a tutto lo stemma della casata d’Austria, è invece appena abbozzata sullo scudo retto da una delle due figure alate che si abbracciano tra i nembi illuminati; l’altra figura alata si appoggia a un globo circondato dalla fascia dello zodiaco, probabile riferimento all’immenso potere di Napoleone.
E’ stato proposto sul catalogo Trippini di riconoscere nelle due figure sulla destra Apollo e Dafne, sostenendo che la trasformazione di Dafne nella pianta di alloro sia un riferimento alla pace. Il serto che la figura femminile porta in mano somiglia più a un ramo di ulivo (simbolo di pace ben più chiaro) e pare poco appropriata la proposta del mito di Dafne, emblema di amore non corrisposto, nella celebrazione di un matrimonio. La figura femminile (che del resto fluttua e non cammina) potrebbe essere invece una allegoria della Pace, colta nell’atto di respingere l’insidioso personaggio alle sue spalle, che sembrerebbe avere più sembianze di figura grottesca – la Guerra? – che non le armoniche fattezze del dio Apollo.
I tanti riferimenti letterari, allegorici e artistici lasciano supporre che la stampa, di cui si conoscono pochissime copie, fosse destinata a un pubblico colto; si ha pure notizia di una allegoria del 1811 attribuita a Tofani, relativa alla nascita del re di Roma, ideata inizialmente come “trasparente”, ovvero un allestimento per la facciata di un palazzo in occasione delle feste date a Firenze per la nascita dell’erede (De Castro, p. 303): in questo caso gli augusti sposi comparivano in sembianze mitologiche, quelle di Marte e Pallade assisi su un globo, mentre offrivano a Giove il piccolo entro uno scudo rovesciato. L’attività di questo stampatore poco conosciuto, presente a Firenze almeno dal 1784, si colloca in Santa Maria Maggiore (qualche Gazzetta precisa la vicina via della Forca), a volte associato ad altri colleghi (nel 1808 si parla della “Calcografia Bardi e Tofani”). I riferimenti a Bonaparte non devono indurre a pensare a un sua adesione convinta alla causa napoleonica: “uomo specchiato e dabbene fu lasciato in disparte e senza pane dal Governo Francese d’allora, nè quello restaurato ebbe poi furia a ricollocarlo al su’ posto!” (Gelli, p. 18).
Il foglio è stato montato in cornice impero coeva.

Acquisizione

Acquisizione presso Studio Bibliografico Trippini di Gavirate (VA), ottobre 2021

Collocazione

Ingresso primo piano

Note Bibliografiche

DE VINCK, “Un siècle d’histoire de France par l’estampe”, n° 8473.
A. GELLI (a cura di), “Mariano Cellini…”, Firenze, Galileana 1878).
G. DE CASTRO, “Milano durante la dominazione napoleonica…”, Milano, Dumolard 1880.
“L’uom fatale”, catalogo Trippini 2020, scheda 37.